Sito   Funtana Raminosa
click sulle foto per ingrandirle
Tipologia MINIERA
Comune Gadoni
Provincia NU
Descrizione
 
LA MINIERA DI FUNTANA RAMINOSA
La miniera di Funtana Raminosa si trova nel territorio comunale di Gadoni (NU). Si raggiunge percorrendo la SS 131 e, all’altezza della località di Villasanta (Sanluri), si prende la SP 197 che porta a Nurallao. Da qui si prosegue per la colonia penale di Isili sino all’incrocio della 128, poi si svolta a sinistra e, dopo aver percorso 4-5 Km, si giunge a uno svincolo situato sulla destra, dove un cartello bene in vista indica la direzione per Funtana Raminosa (strada in terra battuta e in alcuni punti asfaltata).La storia di quest’area mineraria ci riporta a tempi molto arcaici del periodo nuragico. Qui giunsero e lasciarono le loro testimonianze antichi popoli, quali Fenici e Cartaginesi e Romani.
Nel 1517 lo spagnolo Pietro Xinto ottenne un permesso di scavo in questo territorio dove, in seguito sarebbe nata la miniera di Funtana Raminosa.
Nel 1917 la miniera divenne di proprietà dell’avvocato Paolo Guinebertiere, che due anni dopo fondò la Sociétés Anonymes des Mines de Cuivre de Sardegne, costruendo la prima laveria a flottazione per solfuri misti. Nel 1936 la miniera fu ceduta alla Società Anonima Funtana Raminosa, che diede un nuovo impulso alla produzione con i cantieri di Sant’Eugenio e Brebegargiu. Lo sviluppo della produzione mineraria incrementò l’economia della zona e determinò una crescita del villaggio minerario, in cui venne istituita una scuola, un ambulatorio, uno spaccio, un laboratorio chimico e alcune officine.
Nel dopoguerra la produzione calò notevolmente e proseguì con scarsi segni di ripresa, determinando alcuni avvicendamenti, quali: la Cuprifera Sarda negli anni 60 e la società EGAN negli anni 70, alle quali fece seguito la SAMIM. Quest’ultima eseguì una serie di ricerche che terminarono con un grave errore di valutazione delle risorse estraibili. Nel 1982 venne costruito un imponente impianto di trattamento che portò a grossi investimenti di capitali. L’attività proseguì per solo otto mesi e, a causa della scarsità dei materiali utili, nel 1983 cessò definitivamente. Oggi l’area fa parte della ZONA 3 del Parco Geominerario ed è in fase di riqualificazione a cura dell’IGEA.
 

Indietro
Allophane
Andradite
Anglesite
Apatite
Aurichalcite
Azurite
Baryte
Berthierite
Bornite
Brochantite
Calcite
Carbonate-cyanotrichite
Cerussite
Chalcanthite
Chalcoalumite
Chalcopyrite
Clinochlore
Clinozoisite
Connellite
Copper
Coronadite
Covellite
Creedite
Cuprite
Diopside
Epidote
Fluorite
Galena
Greenockite
Grossular
Gypsum
Hedenbergite
Hematite
Hemimorphite
Hydroxylapatite
Ilvaite
Linarite
Magnetite
Malachite
Minnesotaite
Pickeringite
Pyrite
Pyrrhotite
Quartz
Rosasite
Serpierite
Smithsonite
Spangolite
Sphalerite
Talc
Vesuvianite
Woodwardite
Wulfenite