Sito   San Giovanni
click sulle foto per ingrandirle
Tipologia MINIERA
Comune Gonnesa
Provincia CI
Descrizione
 
L’AREA MINERARIA DI MONTE SAN GIOVANNI


L’area mineraria di monte San Giovanni, situata nei limiti territoriali di Gonnesa e Iglesias, è stata oggetto di ricerca sin dall’epoca Punico-Romana. Nel monte San Giovanni sono presenti numerosi scavi, costituiti da pozzi e cunicoli, a testimonianza di antiche tecniche di coltivazione.
In tempi più recenti, sotto la dominazione Spagnola, è noto un permesso di ricerca datato 1550, rilasciato a un imprenditore genovese. Nel 1760 il Belly descrisse che in quest'area erano presenti e ben visibili i segni di un’attività estrattiva consistente.
Un secolo dopo, l’area divenne oggetto di ricerca per opera di molti pionieri stranieri. Nel 1867 fu firmato l’atto di concessione mineraria per galena argentifera, denominato San Giovanni di Gonnesa, per un'estensione di 385 ettari, a favore della società inglese Gonnesa Mining Company Limited, rappresentata dal signor Giorgio Henfrey. Questa società iniziò subito la coltivazione di una grossa massa calaminare, mista a galena argentifera, con la costruzione di una laveria meccanica per il trattamento del minerale e di una fonderia, che vide impegnati parecchie centinaia di maestranze.
Il 30 dicembre 1893 la miniera fu ceduta alla Società The United Mines Company Limited, che continuò l’attività sino al 1904, anno in cui la miniera passò alla Pertusola. Questa società costruì una moderna laveria, una centrale elettrica e una teleferica per il conferimento dei minerali provenienti dai cantieri Norman e Henege. Nel 1918 venne scoperta una nuova massa mineralizzata, denominata Idina, in onore della moglie del proprietario della Pertusola, Lord Thomas Alnutt Brassey. L’incremento dell’attività portò alla costruzione di villaggio minerario e di nuove case per gli operai, impiegati e dirigenti. La coltivazione fu interrotta solo durante i due conflitti bellici. Nel 1969 la concessione mineraria passò in mano alla Società Piombo Zincifera Sarda. Il giacimento ormai si stava avvicinando all’esaurimento e il suo sfruttamento iniziava a dare i primi segni antieconomici. Questo indusse la nuova società a una politica di coltivazione più razionale, portandola a smantellare gli impianti e a conferire i minerali estratti nel vicino e più moderno impianto di flottazione di Campo Pisano. Nel 1982 la gestione della miniera passò alla SAMIM e, cinque anni più tardi, alla SIM, che cessò l’attività negli anni novanta.

N.B.
Nel 1952, durante lo scavo di un fornello, fu casualmente scoperta un enorme geode con le pareti tappezzate da concrezioni di aragonite mista a cristalli tabulari di barite. Oggi, questa enorme cavità carsica, conosciuta con il nome “Le grotte di Santa Barbara”, è fruibile al pubblico con visite guidate.
 

Indietro
Anglesite
Aragonite
Arsenic
Arsenopyrite
Azurite
Baryte
Bismuthinite
Bornite
Bournonite
Calcite
Caledonite
Cerussite
Chalcopyrite
Cinnabar
Clinochlore
Connellite
Covellite
Cuprite
Devilline
Dolomite
Dundasite
Enargite
Erythrite
Fluorite
Freibergite
Galena
Goethite
Greenockite
Gypsum
Hematite
Hemimorphite
Hydrozincite
Imitérite
Leadhillite
Linarite
Malachite
Marcasite
Mercury
Metacinnabar
Minium
Phosgenite
Plattnerite
Polybasite
Proustite
Pyrargyrite
Pyrite
Pyromorphite
Quartz
Ranciéite
Romanèchite
Rutile
Serpierite
Silver
Smithsonite
Sphalerite
Stephanite
Sulphur
Talc
Tennantite
Tetrahedrite