Sito   San Leone
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Tipologia MINIERA
Comune Assemini-Uta
Provincia CA
Descrizione
 
LA MINIERA DI SAN LEONE

La miniera di San Leone si trova nel territorio comunale di Assemini (CA), raggiungibile percorrendo l’area industriale di Cagliari e seguendo le indicazioni per l’oasi del WWF di Monte Arcosu.Giunti all’altezza dello svincolo per Santadi, si prosegue diritti sino a giungere al sito minerario.
La storia di questa miniera iniziò nel 1863 per opera della “Societé Anonyme des Auts Fourneaux –Forge set Accieries-Petit Gaudet et C. Rive de Gier”, che ottenne la concessione per la coltivazione di un giacimento di ferro. Il materiale estratto veniva conferito attraverso una ferrovia, lunga quasi 16 Km, nel porticciolo della Maddalena spiaggia presso Capoterra. Il 2 aprile del 1865 fu inaugurato il primo viaggio con una locomotiva a vapore, che segnò anche la prima tratta su strada ferrata nell’Isola.
Il materiale ferroso giungeva al porticciolo attraverso un ponte d’imbarco, da qui veniva caricato su piccole barche per essere trasbordato sulle navi ancorate nelle vicinanze, con destinazione per la Francia. L’attività estrattiva, negli anni a seguire, procedette a cielo aperto con lo sfruttamento degli ammassi ferrosi. IL calo, poi, del prezzo del ferro innescò una crisi profonda finanziaria che indusse la società a sospendere ogni attività estrattiva.
I lavori ripresero nel 1877 con lo sfruttamento dei filoni e si protrasse per oltre un decennio. La malaria, poi, costrinse la società a sospendere le attività. Negli anni a seguire, furono fatte sporadiche attività estrattive con risultati scadenti, che portarono alla revoca della concessione nel 1922: di fatto la miniera passò al demanio.
Nel 1950 la concessione venne nuovamente accordata alla “Società Mineraria e Siderurgica Ferromin” che eseguì una serie d’importanti lavori, estraendo così alcuni milioni di tonnellate di minerale. La lavorazione era effettuata nel nuovo impianto costruito in cemento armato. In contemporanea, quasi a ridosso degli scavi a cielo aperto, sorse e si sviluppò il villaggio minerario come si evince dalle grandi palazzine ed edifici industriali, tuttora in buone condizioni.
La miniera cessò definitivamente le attività estrattive nel 1963, che aveva interessato quattro ammassi rocciosi in prevalenza a magnetite. Quello principale era a Monte Picei, dove furono costruite delle gallerie a più livelli con scavi sotterranei larghi e alti oltre dieci metri, senza utilizzare armature ma solo con colonne di sostegno.


 

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