Sito   Truba Niedda
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Tipologia MINIERA
Comune Narcao
Provincia CI
Descrizione
 
LA MINIERA DI TRUBA NIEDDA

La miniera di Truba Niedda si trova nel territorio comunale di Narcao (CI), inserita nella vasta area del Sulcis. Si raggiunge percorrendo la SS 383 Siliqua-Narcao. Giunti alla periferia della frazione di Terrubia, si svolta a destra nei pressi dell’impianto di trattamento per conglomerati della ditta Sales srl; poi si prosegue lungo la carrareccia che costeggia il rio Truba Niedda e, dopo dieci minuti di marcia, si giunge nell’area mineraria.
La concessione mineraria di Truba Niedda era inglobata a quella della Miniera di Rosas, condividendo in tal modo le vicissitudini di quest’ultima. Il giacimento di galena di Truba Niedda fu coltivato con la realizzazione di tre cantieri distinti. Si trattava di adunamenti lenticolari breciati mineralizzati a galena con ganga baritica, la cui genesi era legata alla circolazione di fluidi idrotermali, artefici del processo metassomatico che portò alla silicizzazione dei calcari.
La storia della miniera iniziò nel 1894 con la concessione accordata agli ingegneri Alberto Enrile e Vincenzo Comi per estrarvi minerali di piombo e argento in un’area di 280 ettari. Nel 1896 la concessione passò alla società Asproni e, due anni dopo, alla Società Belga Anonima Miniere di Liegi. Nel 1911 tutte le concessioni furono vendute all’ingegner Karl William Wright, che affittò la miniera alla Societé Civile Francaise, detentrice della vicina miniera di Mitza Sermentus.
Nel 1924 la concessione di Rosas passò alla Società Anonima delle Miniere di Domusnovas, chiamata in seguito Società Anonima Delle Miniere di Rosas. Questa società installò a Truba Niedda un nuovo frantoio elettrico e, nel 1926, diede inizio alla costruzione di una nuova laveria per trattare oltre 50 tonnellate al giorno di minerale. Costruì, poi, una strada lunga circa tre chilometri per collegare la miniera con la stazione ferroviaria di Terrubia. Nel 1927 la miniera passò alla Societé Civile Francaise de Minieres in Sardaigne. Questa costruì un nuovo impianto di flottazione per il trattamento dei solfuri misti. Nel 1934 la miniera rientrò in possesso della Società Miniere di Rosas, che riattivò la laveria e i vari cantieri per il proseguimento dell’attività fino al secondo conflitto mondiale.
Nel 1951 si ebbe una ripresa graduale dell’attività con la riapertura di qualche galleria. Nel 1962 la società miniere di Rosas si fuse con l’AMMI Spa, ma il periodo che seguì non portò a un miglioramento della crisi di tutto il comparto minerario.
Passata sotto la gestione della SAMMIM spa, il travaglio delle miniere del groppo Rosas continuò fino agli anni 80, per chiudere poi definitivamente.
 

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