Sito   Tacconis
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Tipologia MINIERA
Comune San Vito
Provincia CA
Descrizione
 
LA MINIERA DI TACCONIS


L’area mineraria di Tacconis è situata nel territorio comunale di San Vito (CA). Essa si può raggiungere percorrendo la statale 125 fino alla cantoniera di Monte Acuto, da dove si diparte una strada sterrata che, inoltrandosi lungo la valle, costeggia prima la miniera di S’Arcilloni e poi, proseguendo lungo il Rio Ollastu, si arriva alla miniera di Tacconis.
Le prime esplorazioni dell’area mineraria furono realizzate nel 1883 da alcuni ricercatori locali. In seguito i vari permessi furono acquisiti da Leon Gouin, che fondò la Società Tacconis-Sarrabus, ottenendo la concessione mineraria. La società, durante i lavori di coltivazione del giacimento, eseguì nuove ricerche in tutta l’area. Furono scavate cinque gallerie su un dislivello di appena 90 metri, intercettando l’intero filone. La mineralizzazione era costituita da una serie di lenti ricche in argento. La ganga era costituita in prevalenza da barite e fluorite mista a calcite e poco quarzo, intercalata nei cosiddetti “ scisti neri auct”. Nel 1887 la miniera passò alla Società di Rio Ollastu che, dopo alcuni anni di intensa attività, rallentò la produzione fino a cessare l’attività. La concessione le fu revocata nel 1913.
Nel 1936 fu accordato un nuovo permesso alla Società Pernis – D’Aquila, che per due anni condusse lavori di ricerca nel cantiere di Berrità, senza peraltro pervenire a risultati utili.
Nel 1942 i permessi passarono alla Società Industrie Montanistiche Venezia Riva del Garbon, che riprese i lavori nel cantiere principale di Tacconis.
Nel 1948 i permessi erano detenuti dagli ingegneri cagliaritani S. e F. Tocco, che concentrarono i loro interessi sul cantiere Bruncu su Senzu.
Nel 1957 i permessi passarono alla RIMISA, che era impegnata in ricerche di giacimenti di fluorite. Nel 1979 la Progemisa eseguì lavori di ricerca nei cantieri di Bruncu su Sennori e S’Arcu Mannu, senza pervenire a risultati interessanti tali da chiedere la concessione per lo sfruttamento. Finisce così l’attività di questo sito minerario.
 

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