Sito   Calabona
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Tipologia MINIERA
Comune Alghero
Provincia SS
Descrizione
 
LA MINIERA DI CALABONA

La miniera di Calabona si trova nel territorio comunale di Alghero. Si poteva raggiungere percorrendo la strada provinciale 105 Alghero-Bosa e, dopo aver percorso 5 Km dalla cittadina catalana, si svoltava a destra su una strada sterrata che portava alla miniera, ora non più accessibile in quanto il proprietario del terreno ha ricoperto gli scavi.
La miniera era nota sia ai Fenici che ai Cartaginesi. Si hanno anche indizi di attività Romaniche (la stessa lupa capitolina deriverebbe dalla fusione di minerali di rame provenienti da questa località). In tempi più recenti vi sono stati dei lavori risalenti alla dominazione Pisana.
Una delle prime concessioni note, per la località di Calabona, si riferisce a quella intestata ad un certo Bernardo Caplame de Sablenche; il permesso fu rilasciato nel 1424 per l’estrazione di metalli.
La miniera fu ufficialmente dichiarata scoperta nel 1902 per merito del Sig. E. Pinna Ganau. Questi individuò il giacimento di Punta Argentiera e un vecchio pozzo ripieno di blocchi calcareo-calaminosi. La concessione per lo sfruttamento di minerali piombo-zinciferi fu accordata nel 1903 alla Società Anonima Austro-Belga, che iniziò la coltivazione a cielo aperto nel 1905. Nello stesso periodo fu costruito un piccolo villaggio che ospitava un centinaio di persone, mentre le maestranze addette alla miniera erano trentatré unità. I lavori interessarono vari cantieri sparsi nella zona, con l’estrazione anche in galleria. Il materiale estratto veniva trasportato con dei vagoncini su binario. Una volta all’esterno veniva cernito manualmente.
Nel 1911 la concessione mineraria passò all’ingegner Racah; essa includeva anche il permesso per lo sfruttamento di minerali di rame. Negli anni a seguire furono impostate importanti ricerche con risultati fruttuosi, che portarono alla costruzione di nuovi fabbricati e all’ampliamento dei piazzali per lo stoccaggio dei minerali. Il materiale utile veniva caricato su dei carri trainati da cavalli e, quindi, trasportato al porto lungo una carrareccia di 4 km.
Nel 1925 il permesso fu ceduto alla Società Italiana Monteponi, che coltivò una colonna piritizzata. Il materiale estratto veniva trasferito ad Iglesias, dove si produceva l’acido solforico per la miniera di Monteponi. La società protrasse i lavori fino al 1937. Nel periodo post bellico vi fu un’alternanza di varie società, che condussero una serie di ricerche più o meno infruttuose.
Tra queste si ricorda la Società Carta Pinna Gavino, che nel 1953 esegui ricerche per manganese, seguita nel 1965 la Società Miniere Riunite Varesine e nel 1971 dalla Società Santa Barbara Minerali.

 

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