Sito   Monteponi
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Tipologia MINIERA
Comune Iglesias
Provincia CI
Descrizione
 
LA MINIERA DI MONTEPONI


L’area mineraria di Monteponi si trova nel territorio comunale di Iglesias (CI), distante alcuni chilometri dal paese. Si raggiunge percorrendo la SS 130 fino all’incrocio per Iglesias, e la strada provinciale 126 in direzione di Gonnesa. Percorsi circa 6 Km, si giunge nell’area del complesso minerario, ben visibile dalla strada anche per la presenza di un enorme discarica a fanghi rossi.
Il giacimento minerario era costituito in prevalenza da solfuri di piombo e zinco. L’area, dove sorge la miniera, è stata oggetto di ricerche e di coltivazioni varie, sin da epoche remote, risalenti al periodo Fenicio e Romanico. Si sa con certezza che nel 1720 la miniera di Monteponi fu data in concessione per 30 anni al console svedese, generale Mendel, che affidò la direzione all’ingegner Belly. Nel 1850 il Demanio dello Stato diede in concessione la miniera al sig. Giuseppe Molineri per la durata di 30 annui, che firmò il contratto il 6 giugno dello stesso anno, per coltivare minerali di piombo. Nello stesso anno fu fondata la società Monteponi, rappresentata dal sig. Paolo A. Nicolay e diretta dall’ingegner G. Keller. Negli anni che seguirono, furono realizzate varie opere importanti e intraprese molteplici ricerche, che impegnarono oltre un migliaio di maestranze (il 70% di origini bergamasche).
Nel 1861 la direzione della miniera fu affidata al giovane ing. Adolfo Pellegrini, di soli 23 anni. Durante i primi quattro anni della sua gestione, le maestranze locali sostituirono quelle forestiere, passando al 75% del totale. Negli anni che seguirono, crebbe l’interesse per i minerali di zinco e, l’elevata richiesta di mercato, indusse la società alla coltivazione di un giacimento calaminare. Nel 1876 la concessione fu estesa ai minerali di zinco. Il 22 dicembre del 1879, lo Stato cedette alla società di Monteponi, rappresentata dal direttore Roberto Cattaneo, il giacimento minerario con un’estensione di 400 ettari per la cifra di un milione e centoquindicimila lire.
La diversa attività delle coltivazioni portò alla società maggiori profitti, che permisero la costruzione di una ferrovia privata, lunga 22 km, che da Monteponi giungeva fino a PortoVesme. L’opera consentì di abbattere drasticamente i costi di trasporto del minerale. Nel frattempo furono portati a termine i lavori per la costruzione della nuova direzione e delle due laverie Nicolay e Villamarina.
Nel 1889, sotto la guida dell’ingegner Ferraris, furono ultimati i lavori della galleria di scolo per l’adduzione delle acque, lunga oltre 4,2 km. Cinque anni dopo, fu inaugurata una fonderia elettrica per trattare i minerali di zinco. Nel 1926 venne inaugurato il primo impianto di trattamento elettrolitico, ideato dall’ingegner Sartori, il cui funzionamento era legato all’utilizzo di quantità enormi di acido solforico.
Nel 1961 la società Monteponi si fuse con la Montevecchio. Nel 1982 la miniera divenne proprietà dell’ENI che, poi, passò alla SAMIM.
Oggi la miniera è parte integrante del Parco Geominerario, gestita dall’IGEA spa, che si occupa della tutela del sito e della sua fruibilità a scopi turistici.
 

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