Sito   Su Suergiu
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Tipologia MINIERA
Comune Villasalto
Provincia CA
Descrizione
 
LA MINIERA DI SU SUERGIU


La miniera di Su Suergiu si trova nel territorio comunale di Villasalto (CA). Essa dista dal paese circa 1,5 km e si raggiunge percorrendo la strada camionabile che dal centro abitato s’inoltra lungo la valle di Riu Sessini. Dalla strada si può individuare il villaggio minerario con bella vista l’edificio della direzione.
Il giacimento minerario era costituito da una serie di filoni mineralizzati a solfuri di antimonio, incassati sugli scisti Ordoviciani. L’area venne perlustrata alla ricerca di mineralizzazioni dall’imprenditore Francesco Ferro nel 1854. In seguito le ricerche furono condotte da vari permissionari, tra questi lo scopritore del giacimento minerario, un certo signor Carlo Rogier. La miniera venne dichiarata scoperta e concessibile nel 1884 per la coltivazione di minerali di antimonio. Il signor Rogier, quale permissionario, condusse una serie di lavori, ma non ottenne la concessione mineraria, anzi le fu revocato il permesso per fallimento.
La richiesta di concessione mineraria venne presentata nel 1888 alla prefettura di Cagliari, dal Signor N. Garibaldi, direttore della Società Anonima Miniere e Fonderie d’Antimonio. La concessione venne rilasciata con R.D. del 28 febbraio 1889 per un’area di circa 361 ettari. Il minerale estratto era trattato nella fonderia e poi spedito a Livorno.
La richiesta dei mercati indusse la società a un potenziamento degli impianti con un aumento sensibile della produzione. I lavori di scavo della galleria iniziarono nel 1906, che in seguito avrebbe collegato i cantieri di Su Suergiu con la vicina miniera di Mortalai. Inoltre fu costruita una strada di circa 5 km per collegare la miniera con Porto Corallo. Nel 1908 una grave crisi finanziaria causò il licenziamento di gran parte delle maestranze.
Una breve ripresa della produzione si ebbe nel 1913, legata probabilmente agli eventi del primo conflitto mondiale, ma già nel 1916 i filoni principali davano i primi segni di esaurimento. La società, pertanto, si vide costretta a intraprendere nuove ricerche, dando la priorità alla coltivazione dei giacimenti di scheelite.
La fine del conflitto nel 1918 determinò il crollo del mercato dell’antimonio, con ripercussioni economico-sociali in tutto il territorio minerario. Una sporadica ripresa si ebbe dopo il 1920, con il passaggio delle azioni di maggioranza alla società di Montevecchio. Le iniziative della nuova società non portarono a risultati soddisfacenti, a causa degli eventi della seconda guerra mondiale. La crisi del comparto minerario indusse la Montevecchio a cedere, nel 1941, la miniera all’AMMI. Negli anni a seguire i lavori di coltivazione portarono a scavare oltre 2765 metri di gallerie, mentre in fonderia venivano trattati anche i minerali provenienti dalla Toscana, Turchia e Cina.
Nel 1968 la produzione fu interrotta definitivamente, mentre gli impianti furono tenuti in manutenzione operativa. Nel 1979 la miniera passò alla SAMIM, società del gruppo ENI, ceduta poi alla SIM nel 1986 e in fine al comune di Villasalto.
La miniera fa parte del Parco Geominerario e, ora, è in corso un progetto di riqualificazione dell’area a fini turistici.

 

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