Sito   Rosas
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Tipologia MINIERA
Comune Narcao
Provincia CI
Descrizione
 
LA MINIERA DI ROSAS


L’area mineraria del Monte Rosas è situata nel territorio di Narcao (CI), ed è stata oggetto di ricerca e di coltivazione già in epoca Romana. In seguito, durante il dominio Pisano, furono eseguiti lavori di una certa importanza. Nel 1832 il giacimento di Rosas fu scoperto da Enzo Perpignano, ma la dichiarazione di scoperta e la concessibilità della miniera furono pubblicate solo nel 1849.
Nel 1851 la miniera di Rosas venne data in concessione con R.D. alla Società Anonima dell’Unione Miniere del Sulcis e del Sarrabus per la coltivazione di minerali di piombo, su una superficie di 400 ettari. Negli anni che seguirono, la miniera fu oggetto di molteplici controversie giudiziarie, che portarono più volte alla cessione della proprietà.
Nel 1883 la miniera iniziò la sua rinascita, grazie soprattutto alla capacità e competenza dell’ing. Giorgio Asproni. Sotto la sua direzione furono coltivati ed estratti minerali di piombo, zinco e ferro che, alla fine del 1800, raggiunsero le 60.000 tonnellate.
Nel 1899 la miniera fu rilevata dalla Società Anonima Miniere di Liegi che investì in nuove tecnologie, migliorando la funzionalità della laveria e determinando, così, l’aumento delle maestranze impiegate. Ciò portò al potenziamento del villaggio minerario, alla costruzione di una teleferica e alla realizzazione di un tratto di ferrovia. La miniera iniziò così il periodo più proficuo della sua storia, destinato a durare fino al 1910. Purtroppo, negli anni che seguirono, il giacimento iniziò a dare i primi segni di impoverimento. Il crollo del mercato del piombo, incalzato soprattutto dagli eventi bellici, segnò una profonda crisi economica. L’attività della miniera si resse a stento, grazie all’impiego nel ciclo produttivo di donne, bambini e carcerati. Nel 1918 fu costretta a chiudere l’attività.
La miniera fu rilevata dalla Società di Domusnovas, diventata in seguito Società Anonima di Rosas, che coltivò la parte terminale del giacimento, con una resa tra l’8 e il 10 %. Negli anni a seguire non si ebbero segni di miglioramento. Finita la guerra, la miniera riprese a coltivare il giacimento con l’impiego di circa trenta operai. Durante il regime fascista, l’attività estrattiva fu rilevata dall’AMMI che la mantenne in vita fino agli anni 70, soprattutto grazie ai finanziamenti pubblici della Regione Sardegna. La miniera fu chiusa nel 1980.
Ora, il sito fa parte del parco Geominerario storico ambientale della Sardegna. Il villaggio minerario, grazie al progetto di recupero voluto dall’amministrazione civica di Narcao, è stato riconvertito in strutture ricettive e, dal 2009, è fruibile al pubblico.

 

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