Sito   Seddas Moddizzis
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Tipologia MINIERA
Comune Iglesias
Provincia CI
Descrizione
 
La scoperta dei grandi ammassi zinciferi, associati a quelli di piombo, portò alla nascita della miniera di Seddas Moddizzis. I primi lavori di scavo risalgono al 1868 a cura di alcuni piccoli imprenditori, titolari dei permessi per l’estrazione di piombo e zinco. Questi si avvalsero della collaborazione dell’ing. Gianluca de Katt, che aveva numerosi permessi minerari nella zona. Essi, non avendo capitali sufficienti a sostenere le lavorazioni, furono costretti a cedere la miniera all’ing. Giorgio Asproni. La sua competenza in materia, con esperienze lavorative nella miniera di Montevecchio, lo portò a scoprire un giacimento di calamina tra le miniere di San Giovanni e San Giorgio. Egli investì il patrimonio familiare e, in pochi anni, valorizzò questa miniera portandola a livelli di eccellenza. A lui si deve la costruzione della laveria idrogravimetrica, di due forni di calcinazione, di un acquedotto per portare le acque da Barbusi, di una strada di transito per carri e di un villaggio per i lavoratori sulla piana di San Giorgio. Facevano parte del villaggio, anche la casa su due piani dell’Asproni, la direzione, lo spaccio, la scuola, la chiesa (dedicata a San Giorgio), nonché le strutture attinenti all’attività agricola. Egli creò una struttura efficiente in grado di competere con le grandi società multinazionali, dove lavorarono da 200 a 300 persone, tra minatori e donne per la selezione del minerale, che consentirono di estrarre in pochi anni 100.000 tonnellate di calamina. La miniera entrò in crisi negli anni trenta per la mancanza di ulteriori mezzi finanziari per ammodernare gli impianti. Alla sua morte (1939), gli eredi cedettero le quote alla Società Monteponi che, con alcuni interventi finanziari, introdussero un sistema di perforazione e ventilazione, costruirono una moderna laveria, chiusero i vecchi cantieri e ne aprirono dei nuovi. Nel 1960 la miniera fu ceduta alla Metalsulcis, sotto la guida dell’ingegner Musio. Due anni dopo la miniera fu collegata in sotterraneo agli impianti di Campo Pisano, dove i minerali erano sottoposti a flottazione. Nel 1965 la miniera passò alla società Monteponi – Montevecchio. Con la crisi delle miniere sarde, anche Seddas Moddizzis cessò l’attività, lasciando la presenza di un villaggio abbandonato con vecchie strutture per l’estrazione e la lavorazione dei minerali.
 

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